La ricetta in un racconto

Se dovessi descrivere mia mamma attraverso i piatti che cucinava quando eravamo bambini, questo sarebbe sicuramente uno di quelli che la rappresentano di più. Non è un classico della cucina siciliana e non so chi gliela abbia suggerita, quello che so di certo è che il tritato alla pizzaiola lei lo preparava davvero molto spesso, visto che sia io che mia sorella ne eravamo felici perché il suo sapore ci evocava quello della pizza a noi tanto cara.

Se dovessi descrivere mia mamma attraverso i piatti che cucinava quando eravamo bambini, questo sarebbe sicuramente uno di quelli che la rappresentano di più. Non è un classico della cucina siciliana e non so chi gliela abbia suggerita, quello che so di certo è che il tritato alla pizzaiola lei lo preparava davvero molto spesso, visto che sia io che mia sorella ne eravamo felici perché il suo sapore ci evocava quello della pizza a noi tanto cara.

La casa e la cucina sono sempre state per lei il proprio focolare domestico, quell’habitat naturale in cui rifugiarsi, accudire ed alimentare. Difendeva contro tutto e tutti la sua intimità domestica non tralasciando un certo grado di apprensione affinché tutto si compisse secondo i suoi progetti. Era una persona umana, generosa e soprattutto paziente. La frase “bisogna avere pazienza nella vita” credo di avergliela sentita dire almeno mille volte e la sua riflessività e pacatezza le davano la giusta consapevolezza che lo scorrere del tempo era un elemento naturale da non forzare nell’intento di trovare una scorciatoia. Esempio emblematico di un’altra frase che usava spesso era che Roma non è stata costruita in un giorno, proprio a volere sottolineare che bisogna sapere aspettare. Diceva spesso anche che Dio non è un postino, stando ad intendere che se si chiede una grazia occorre confidare e credere che ci esaudirà al momento più opportuno. Insomma, avete presente quando uno è tagliato per fare un certo tipo di lavoro e nessun altro sarebbe stato così idoneo? Ecco, lei era tagliata per fare la mamma e già che siamo in tema, amava molto anche il taglio e il cucito tanto che da ragazza aveva preso lezioni da una signora che per tutta la vita non dimenticò mai dimenticato di ricordare. Nonostante tutte queste caratteristiche così dolci e amorevoli, era però anche una persona molto severa, complice l’educazione impartitale da suo padre che essendo un tecnico del genio militare di Palermo aveva un fare molto militaresco. Lei inoltre amava cantare ed in realtà questa passione l’accomunava a mio padre il quale, possedendo una voce da tenore, aveva inciso per puro diletto dei dischi. Lui cantava insieme a sua madre che era un soprano mentre suo fratello Franco suonava il pianoforte. Ma ritornando a mia mamma, non era infrequente che mentre era in cucina cantava durante la preparazione dei pranzi, ed anzi, a dirla tutta, cantava spesso anche quando era arrabbiata con me e mia sorella. Se ad esempio intonava… “Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà, ia ia ia iaaaa…” era meglio darsela a gambe. Mamma Ina era molto buona e per la sua famiglia avrebbe dato la vita, ma aveva anche dei modi molto duri e didattici per insegnarci le regole. Io ad esempio da ragazzino ero molto disordinato (caratteristica che un po’ mi è rimasta anche adesso), ed un giorno, essendosi accorta per l’ennesima volta che i miei vestiti erano accatastati sulla spalliera del divano del soggiorno, li lanciò sopra l’armadio della sua camera da letto (quello del soggiorno era talmente tanto alto da essere inarrivabile) dicendomi che se non avessi imparato ad essere più ordinato, i miei abiti avrebbero sempre fatto quella fine. Addirittura quando eravamo piccolissimi io e mia sorella, non ricordo per quale marachella commessa, fummo relegati fuori dalla porta di casa in modo da spronarci ad essere più ubbidienti. Sta di fatto, che con l’intento di non perderci di vista, si mise ad origliare attraverso la porta di casa e mentre era intenta a captare nostri segnali, ci sentì lamentare di quella punizione impartitaci. Certo che mamma è proprio cattiva, replicammo noi. Non facemmo in tempo a finire la frase che aprì la porta e… beh, ce le suonò dandoci il resto 😂

Ma ritornando al nostro tritato alla pizzaiola, questo piatto si presta per essere preparato sia durante una cena in famiglia che in occasione di un incontro con gli amici. La semplicità e la velocità nella sua preparazione ci permetteranno di poterci dedicare alle nostre attività preferite e di pensare a cucinare a ridosso dell’arrivo dei commensali. E’ ottimo da accompagnare con un buon piatto d’insalata palermitana e, perché no, con un buon bicchiere di vino rosso, magari siciliano 😉

Difficoltà

Bassa

Dosi Per

4 Persone

Preparazione

30 Minuti

Cottura

10 Minuti

Lista ingredienti

450 gr. di trita di manzo

50 gr. di parmigiano grattugiato

2 uova

Prezzemolo q.b

2 cucchiai di pangrattato

Salsa di pomodoro

Prosciutto cotto a fette

Mozzarella

Una cipolla

Basilico q.b.

Zucchero q.b

Sale q.b.

Origano q.b.

Olio extravergine di oliva

Utensili richiesti

Una padella da 28 cm.

Procedimento

1

Prepariamo un soffritto con la cipolla e l’olio extravergine d’oliva e una volta pronto, aggiungiamo la passata di pomodoro, il sale, lo zucchero, il basilico. Dovrà cuocere non troppo in quanto la salsa dovrà avere una consistenza abbastanza liquida.

2

In una terrina mettiamo la trita di carne, il parmigiano reggiano grattugiato, due cucchiai di pangrattato, le uova, il prezzemolo, il sale ed impastiamo.

3

Oliamo una padella, stendiamo la carne la livelliamo compattandola per bene, aggiungiamo il pomodoro, accendiamo il fuoco basso, copriamo con un coperchio e facciamo cuocere dai 6 ai 10 minuti fino a quando la carne non sarà cotta.

4

Una volta cotta aggiungiamo il prosciutto, la mozzarella tagliata a dadini, copriamo ancora con il coperchio e cuociamo fino a quando la mozzarella non si sarà sciolta. Aggiungiamo l’origano e serviamo il nostro tritato alla pizzaiola.

Utile da sapere!

Per preparare il tritato alla pizzaiola potremo utilizzare una trita di manzo di seconda scelta. Il grasso contenuto nella carne contribuirà a rendere il piatto ancora più gustoso.


Commenti (6)
    1. Caro patrizio, io sto guardando un po’ tutto e tantissimi complimenti per le tue ricette ma soprattutto per il tuo blog. Marzia

    1. Ciao Riccardo, sono contento che tu abbia trovato sul blog una nuova ricetta. Mi auguro che tu possa prepararla quanto prima. Oltre che buona è davvero facilissima da preparare.

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