La ricetta in un racconto

Questi gelati anni 80 sono dei simil cucciolone, piedone e blob (cono palla) in quanto nascono dai ricordi del passato e dai miei esperimenti in cucina. Li ho creati per tutti i nostalgici degli anni 80 come me, per preparare in cucina qualcosa che ricordi quegli anni. I gusti dei gelati prevedono un quantitativo pari a 250 ml. di panna fresca o multipli di essa che è la quantità minima più comunemente reperibile nei supermercati. In alcuni casi le dosi sono leggermente superiori rispetto al quantitativo necessario di gelato ma quello avanzato potrà essere conservato in freezer per qualche giorno. Ho preferito non dimezzare le dosi per garantire una migliore lavorabilità delle materie prime. Oltre a preparare a casa il gelato senza gelatiera potremo utilizzare quello del supermercato oppure della gelateria.

Essendo la Cucina di Tricchi Trocchi un blog di racconti e di ricette, prima di vedere come si preparano i gelati anni 80: cucciolone, piedone e blob (cono palla) vorrei raccontarti una storia – clicca sul tasto “continua a leggere” per saperne di più – se invece vuoi passare subito alla loro preparazione, scorri più in basso per andare direttamente alla lista degli ingredienti.

L’arrivo dell’estate era carico di tanta allegria, voglia di divertirsi e lasciarsi alle spalle i doveri della scuola. Le radio trasmettevano le musiche che avrebbero segnato quell’epoca e così “Nell’aria” di Marcella Bella, “Vamos a la Playa” dei Righeira, “Un’estate al mare” di Giuny Russo sarebbero state solo alcune delle canzoni che avremmo amato e cantato negli anni a venire.

Le enormi autoradio estraibili dal cruscotto delle autovetture, portate in giro come borse di tendenza, erano il segno tangibile dell’evolversi dei tempi grazie ai quali la musica poteva essere ascoltata anche in viaggio. A corredo di ciò, nascoste sotto i sedili, scatole rettangolari di colore nero contenevano audiocassette originali o con la scritta “Fac-simile” (erano le farlocche) con lo scopo di trasformare la macchina più anonima in un moderno Jue Box. Al posto della fessura per inserire le monete c’era un’apertura più grande chiamata “mangiacassette”.

Erano gli anni dei walkman portati a passeggio nella cinghia dei pantaloni, dei grandi stereo caricati in spalla da ascoltare in spiaggia, dei paninari con il loro abbigliamento griffato e un linguaggio codificato, del tempo delle mele con gli innamorati sui pattini a rotelle, delle cabine telefoniche che funzionavano a gettoni nella speranza che al momento del bisogno non fossero già occupate… Perché del resto trascorrere del tempo al telefono e raccontarsi è proprio bello e come avrebbe detto Massimo Lopez qualche anno dopo nella pubblicità di una compagnia telefonica: “Una telefonata allunga la vita!…

Erano gli anni del “Ciao”, un ibrido tra una bicicletta e un motorino che per accenderlo occorreva allenamento e forza nelle gambe, erano gli anni dei primi videogiochi come pac man e super mario bros, dei primi computer ed anche delle sorpresine nelle scatoline dei fiammiferi nascoste nelle merendine prodotte da una nota azienda italiana. Erano gli anni in cui in televisione impazzava Bim Bum Bam, programma televisivo per bambini presentato dal noto pupazzo Uan e da due giovani Paolo Bonolis e Licia Colò. Ed io, grazie a quella trasmissione, avevo vinto sia il poster dei due conduttori che i sorpresieri con le scatoline delle merendine. Erano gli anni delle caramelle mou e delle galatine ricevute come resto al supermercato, di quelle col buco con la menta intorno, di quelle il cui gingle diceva: “cos’è la vita senza Morositas” e delle altre con lo spot che intonava: “no non è una gomma, non è una caramella, Fruittella è morbida da mordere”… Per non dimenticare le Fruit Joy e la loro pubblicità: “alle morbide Fruit Joy tu resistere non puoi… devi, devi, devi, devi, devi masticar… Ed ancora erano gli anni in cui ci si divertiva semplicemente con un foglio di carta, una penna e il gioco dei “nomi, cose, città, animali” oppure trascorrendo del tempo con le figurine della Panini o recitando le barzellette di Pierino, del fantasma formaggino e dei tre immancabili protagonisti: il francese, il tedesco e l’italiano… e chissà come mai il più figo era sempre l’italiano. Erano gli anni in cui ridevamo a crepapelle suonando ai citofoni degli sconosciuti per poi scappare a gambe levate oppure in cui ci si rincorreva tra un nascondino e una palla prigioniera!!! Erano gli anni in cui il mondo cominciava a trasformarsi, a diventare più colorato e forse più moderno in attesa dei grandi progressi che sarebbero arrivati: i computer, quelli seri, internet, i cellulari e da qui la globalizzazione e l’innovazione… E tra tutti questi e altri ricordi ancora, erano anche gli anni dei coloratissimi ed originali gelati confezionati venduti nei bar.

Tutte le mattine mia madre mi dava circa 500 lire grazie alle quali scendevo al bar sotto casa e compravo a turno i miei gelati preferiti: il cucciolone che costava 450 lire, il piedone che ne costava 350 e il blob per il quale utilizzavo tutta l’intera cifra. Era un’epoca in cui si viveva alla giornata e non si pensava a comprare quantità di cibo superiori rispetto alle immediate necessità. Del resto, nel caso dei gelati, il freezer era un piccolo scomparto posto nella zona superiore del frigorifero che non avrebbe avuto la giusta capienza per accogliere il superfluo.

Il cucciolone era, anzi forse sarebbe meglio dire è visto che esiste tutt’oggi, un gelato composto da una striscia alla panna, una al cioccolato e una allo zabaione racchiuse tra due biscotti al malto. La caratteristica che lo rende unico è data dalle divertenti vignette e dai buffi fumetti che fanno bella mostra sul biscotto. Nacque esattamente nel 1980 e fu prodotto dall’azienda Eldorado che in quegli anni, avendo sottoscritto un contratto con la Disney, fece comparire sul biscotto i noti fumetti di topolino e della sua allegra brigata. Da lì fu un’escalation di grossi nomi che disegnarono e che continuano a disegnare per questo gelato anche se la mitica Eldorado non esiste più. Facendo delle ricerche su Youtube ho ritrovato lo spot più famoso, targato anni 90, in cui un ragazzo al rientro a casa lancia al fratellino ed ai sui due amici il Cucciolone definendolo come “la merenda dei grandi” grazie alla quale potere dare 10 morsi a dispetto della merendina, ina, ina che gli stessi avevano tra le mani. Ma attenzione, per riuscire a mangiarlo occorreva avere una bocca abbastanza grande!

Il piedone era invece un buffo gelato alla fragola dalla singolare forma di piede. Certo era abbastanza curioso che si accostasse un piede a qualcosa da mangiare, eppure il suo successo fu davvero grande e inaspettato. Oltre al gusto classico degli dei primi anni 80 negli anni a venire fu un trionfo anche il piedone con il ditone al cioccolato e quello con un vortice alla fragola di una tonalità più intensa rispetto al resto del gelato. Anche in questo caso lo spot pubblicitario più conosciuto (forse l’unico perché in rete non ho trovato altro tra i cimeli) è degli anni 90 in cui un gruppetto di bambini accompagnati da Eldoleo, il simpatico leone della Eldorado, cantavano una canzoncina che faceva così: destra o sinistra e viceversa, quale piede è il più estroverso? E’ piedone il gelatone col cacao sul ditone. Gioca, gioca, mangia, mangia, mangia e gioca col piedone!!! Io ricordo comunque anche la pubblicità cartacea degli anni 80 presente sulle pagine del giornalino Topolino che da bambino leggevo tutte le settimane.

Il gelato Blob era un cono anni 80 con gelato al caramello ricoperto di cioccolato al latte e granella di nocciole. Era venduto dalla Toseroni, poi divenuta Eldorado, che lo produsse per diversi anni. In molti lo ricordano come cono palla anche se quest’ultimo era un gelato venduto dalla Motta il cui nome rimase nella memoria di tutti probabilmente per la facilità di associazione tra il nome e la forma. In quegli anni non c’erano le regole rigide che abbiamo oggi e non era infrequente che più aziende producessero contemporaneamente prodotti molto simili tra loro. Lo spot più famoso del blob questa volta è targato anni 80 in cui un giovane Fabrizio Frizzi balla e mangia un delizioso gelato al suono di una canzone che faceva così: il gelato al caramello, pralinato tutto cioccolato…. La voglia matta di avventura che ho, con Toseroni son sicura ce l’ho… E’ Toseroni il mio gelato che si chiama Blob. Blob ci prova gusto, Blob ci prova gusto… Anche questo spot è reperibile su Youtube. Del cono palla esistono invece solamente delle vecchie insegne in metallo che lo ritraggono, quelle che venivano espose fuori dai bar per intenderci, ma non è attualmente presente alcuna pubblicità dell’epoca o altro documento.

Ma oltre a questi fantastici gelati la Eldorado in quegli anni ne produsse degli atri come ad esempio il Twister, stecco a tre sapori con una spirale di gelato bigusto alla vaniglia e cioccolato ed un interno alla fragola, il Calippo ovvero un ghiacciolo a forma cilindrica al gusto lime, arancia e cola e i gelati alla frutta a forma di Topolino e Pippo sulla scorta degli accordi commerciali con la Disney. Da non dimenticare il fiordifragola, il lemonissimo e il magic cola. Se ci concentriamo su altre marche non possiamo non citare il cornetto cuore di panna, la bomboniera, la coppa dei campioni, il cremino, la coppa rica e tanti altri.

E giunti alla fine di questo racconto, che in realtà è anche un piccolo reportage, mi vengono in mente le parole del cantante Raf che in una sua celebre canzone di quegli anni cantava: Cosa resterà di questi anni 80…

Forse degli anni 80 è rimasta la spensieratezza, la voglia di chiacchierare per ore seduti nel “muretto” sotto casa per decidere dove andare a mangiare la pizza, la bellezza di guardare negli occhi il prossimo consapevoli di potersi rispecchiare nei loro, la semplicità nel vivere la vita accontentandosi di poco. Non c’era l’odio dei nostri giorni, la violenza, l’arroganza, la superbia, l’egoismo o forse questo era ciò che vedevo io attraverso gli occhi di un bambino. E anche se oggi sono un uomo, se potessi in quegli anni ci passerei ancora una vita intera… Anzi, se ci penso bene, forse sono ancora là!

Difficoltà

Difficile

Dosi Per

Vedasi singole ricette dei gelati anni 80

Preparazione

2,30 Ore

Cottura

10 Minuti

Lista ingredienti per 12 biscotti cucciolone (6 gelati)

300 gr. di farina 00 con 9 gr. proteine

100 gr. zucchero a velo vanigliato

100 gr. burro

1 uovo medio

Un cucchiaio di malto o miele d’acacia

3,20 gr. di cacao amaro

Un pizzico di sale

Lista ingredienti per il gelato cucciolone al cioccolato

250 ml. di panna fresca senza zucchero

115 gr. di latte condensato

Due cucchiai colmi di cacao amaro

Una bustina di vanillina

Un cucchiaino di zucchero bianco

Lista ingredienti per il gelato cucciolone alla panna

250 ml. di panna fresca senza zucchero

115 gr. di latte condensato

Una bustina di vanillina

Un cucchiaino di zucchero bianco

Lista ingredienti per il gelato cucciolone allo zabaione

200 gr. di panna liquida senza zucchero

4 tuorli medi

100 gr. di zucchero bianco

100 gr. di latte intero

25 gr. di amido di mais

Un cucchiaio di Marsala (facoltativo)

Lista ingredienti per 4 gelati piedone

250 ml. di panna liquida senza zucchero

260 gr. di fragole mature

60 gr. di zucchero a velo vanigliato

50 gr. di latte intero

Lista ingredienti 6 gelati blob

500 ml. di panna liquida senza zucchero

320 gr. di latte condensato

20 gr. di topping al caramello

2 bustine vanillina

4 coni arrotolati

Lista ingredienti per la copertura del gelato blob

800 gr. di cioccolato al latte

Granella di nocciole q.b.

6 cucchiai di olio di semi

Utensili richiesti

Vassoi in alluminio usa e getta

Guanti ad uso alimentare

Cartone

Una cucitrice

Pennarello marrone alimentare

Procedimento per il gelato cucciolone

1

Innanzitutto prepariamo il coppapasta per fare i biscotti. Indossiamo dei guanti, prendiamo una teglia in alluminio rettangolare, la più grande che c’è in commercio, e con l’aiuto di un paio di forbici preleviamone la base appiattendola con un mattarello. Tagliamo una striscia larga circa 6 cm., poniamogli al centro una striscia di cartone larga la metà e ripieghiamo quella in alluminio sopra quella in cartone. Per quanto riguarda il cartone potremo utilizzare una scatola di spaghetti oppure di purè. Con l’aiuto di un righello pieghiamo la striscia in quattro angoli retti ricavando un rettangolo di 10×6,30 cm. Le parti sovrapposte andranno rivolte verso l’interno lasciando all’esterno la parte liscia. Appiattiamo ulteriormente la forma con l’aiuto di una pinza.

2

Adesso prepariamo 12 biscotti con cui faremo 6 gelati. Per prima cosa versiamo in una planetaria il burro freddo a piccoli pezzetti e la farina. Montiamo il gancio a foglia e impastiamo per circa 10 minuti a velocità media. Quando il burro sarà stato  incorporato e la farina sarà diventata sabbiosa inseriamo lo zucchero a velo, il cacao, un cucchiaio raso di malto liquido o di miele, l’uovo a temperatura ambiente e un pizzico di sale. Continuiamo ad impastare fino a quando la pasta diventerà morbida.

3

Trasferiamo l’impasto su un piano da lavoro, creiamo una palla, copriamola con della pellicola trasparente e riponiamo in freezer per 30 minuti o per un’ora in frigorifero. Trascorso questo tempo stacchiamone un quarto riponendo il resto in frigorifero. Impastiamolo un po’, stendiamo la pasta su della carta forno con il mattarello e con l’aiuto del coppapasta creiamo dei rettangoli alti circa 3 mm. In alternativa aiutiamoci con un righello. Eliminiamo la parte di pasta in eccesso, smussiamo trasversalmente gli angoli trasversalmente con l’aiuto del coltello e incidiamo dei triangolini al centro delle due estremità. Qualora durante la stesura si dovessero creare delle crepe all’impasto basterà ripassare il mattarello delicatamente per ricompattare la pasta. A questo punto tagliamo la carta forno lungo il perimetro del biscotto e riponiamo in frigorifero per cinque minuti o anche di più. Inforniamo in forno caldo ventilato a 170° per 10 minuti ma non di più per evitare che diventino duri.

4

Una volta che si saranno raffreddati e asciugati, con l’aiuto di un pennarello marrone per alimenti a punta disegniamo delle vignette divertenti inserendo dei fumetti ai nostri personaggi.

5

Adesso prepariamo il gelato allo zabaione. Io ne ho fatto un po’ di più ma volendo potremo dimezzare le dosi. Dentro ad una ciotola versiamo quattro tuorli d’uovo, 100 gr. di zucchero bianco e con uno sbattitore elettrico rendiamoli chiari e spumosi. Trasferiamo il composto dentro ad un tegame, aggiungiamo il latte, l’amido di mais e mescoliamo fino a quando il composto non si sarà addensato. Spegniamo e lasciamo raffreddare completamente. Riponiamo in frigorifero fino all’utilizzo coprendo con della pellicola trasparente  a contatto per evitare che si asciughi in superficie.

6

Con l’aiuto di una planetaria montiamo 250 ml. di panna liquida che ci garantirà un composto fermissimo e ben spumoso. Per ottenere un buon risultato è consigliabile che oltre alla panna, anche la frusta e la ciotola occorre che siano freddeo. Una volta montata la panna, con l’aiuto dello sbattitore elettrico frulliamo la crema allo zabaione a cui avremo aggiunto il Marsala (facoltativo) fino a quando non avremo ottenuto una crema vellutata e senza grumi. Adesso aggiungiamo alla crema circa quattro cucchiai colmi di panna montata e continuiamo a montare fino a quando non avremo creato una crema compatta che somigli a una pomata. E’ importante aggiungere la panna gradualmente perché in base alla sua consistenza potremo avere necessità di metterne un po’ di più oppure un po’ di meno. Riponiamo il gelato dentro ad una sac à poche usa e getta, chiudiamola in superficie e riponiamola in frigorifero fino al suo utilizzo.

7

Adesso dedichiamoci a preparare il gelato al cioccolato e alla panna. Anche in questo caso ne ho fatto un po’ di più da conservare in freezer, ma volendo potremo dimezzare le dosi. Montiamo 500 ml. di panna fresca con una planetaria (è il quantitativo totale del gelato al cioccolato e alla crema), a cui avremo aggiunto due bustine di vanillina e un po’ di zucchero. Vale sempre la regola che la panna, la frusta e il cestello dovranno essere freddi. A metà aggiungiamo gradualmente i 230 gr. totali di latte condensato che avremo tenuto per un po’ in frigorifero e continuiamo a montare. Non appena pronta dividiamola a metà, in una aggiungiamo due cucchiai abbondanti di cacao amaro continuandola a montare fino a quando sarà molto spumosa, mentre l’altra la lasceremo al naturale. Anche in questo caso dovremo ottenere due creme della consistenza delle pomate. Versiamo i composti in due sac à poche usa e getta, sigilliamole e riponiamole in frigorifero fino al loro utilizzo.

8

In una teglia di alluminio ricoperta con della carta forno disponiamo sei biscotti con la base rivolta verso l’alto, tagliamo una alla volta la punta della sac à poche (dovremo fare un’apertura grande che lasci passare tanto gelato) e alterniamo il gelato alla crema, quello al cioccolato e quello allo zabaione. Copriamo con i biscotti precedentemente disegnati e riponiamo in freezer per circa sei ore. Prima di mangiarli facciamoli ammorbidire. Se vogliamo renderli più belli esteticamente, dopo qualche ora livelliamo lateralmente il gelato con una paletta.

Procedimento per il gelato piedone

1

Innanzitutto prepariamo quattro stampi per i Piedoni. Procuriamoci una grande teglia in alluminio che non sia troppo spessa, indossiamo dei guanti e con l’aiuto di un paio di forbici preleviamone la base appiattendola con un mattarello (vedasi foto 1 step 1 del cucciolone). Tagliamo una striscia alta circa 4 cm. e ripieghiamo entrambi i lembi verso l’interno. Adesso la nostra striscia dovrà essere alta circa 2 cm. Appiattiamola prima con un mattarello e poi, aiutandoci con il manico di un cucchiaio di legno, rendiamola flessibile. Con un po’ di pazienza creiamo la forma del piedone che dovrà essere di circa 7×12 cm, fissiamo le due estremità con dello scotch ed infine creiamo una fessura alla base, nella quale inseriremo un bastoncino in legno per ghiaccioli. Al contrario dello stampo del cucciolone qui la parte della striscia sovrapposta andrà rivolta verso l’esterno. Ora prendiamo un sacchetto per surgelati, tagliamolo di una misura leggermente più grande rispetto alla base dello stampo e fissiamolo a quest’ultimo con dello scotch. In alternativa potremo usare degli stampi in silicone.

2

Adesso prepariamo il gelato. Il quantitativo è per circa 4 piedoni (dipende dalle misure degli stampi). Priviamo le fragole del picciolo, versiamole in un contenitore e con un frullino ad immersione riduciamole in purea. Passiamola per due volte attraverso un colino a maglie strette per eliminare i semini. Montiamo leggermente la panna con una planetaria facendo attenzione a lasciarla quasi liquida. Aggiungiamo la purea, lo zucchero, il latte e mescoliamo con una spatola. Versiamo negli stampi, muoviamoli un po’ per livellare il composto e disponiamoli in freezer per almeno quattro ore coperti con della pellicola.

Procedimento per il gelato blob

1

Adesso vediamo la ricetta per fare quattro gelati blob. Per prima cosa sciogliamo a bagnomaria 180 gr. di cioccolato e una volta fuso, con l’aiuto di un pennello per alimenti, glassiamo l’interno dei coni. Riponiamoli sopra della carta forno e disponiamoli in freezer. Adesso prepariamo il gelato montando la panna freddissima con una planetaria a cui avremo aggiunto un cucchiaino di zucchero e la vanillina e a metà inseriamo gradualmente il latte condensato precedentemente riposto in frigorifero continuando a montare. Ricordiamoci che per la buona riuscita sia la panna che la frusta devono essere freddissime e se possibile anche la ciotola. Una volta ottenuta una panna soffice e gonfia aggiungiamo il topping e continuiamo a montare. Con l’aiuto di un cucchiaino versiamo dentro ai coni la crema di gelato fino a riempirli completamente e poi, dopo averli coperti con della pellicola trasparente, disponiamoli in piedi su del polistirolo oppure dei vassoi forati. Riponiamo dentro il freezer per farlo indurire. Trascorse quattro ore, aiutandoci con uno spallinatore per gelato da sei cm. circa, mettiamo una pallina di gelato sopra ad ogni cono e successivamente riponiamoli in piedi in freezer fino a quando il gelato non si sarà completamente solidificato. Se occorre attendiamo che il gelato si ammorbidisca un poco prima di adagiare la pallina sul cono. Anche in questo caso se dovesse avanzare del gelato conserviamolo per qualche giorno in freezer.

2

Sciogliamo a bagnomaria il resto del cioccolato e non appena tiepido mettiamo 4 cucchiai colmi di olio di semi, versiamo in un bicchiere e aggiungiamo un paio di pugni di granella di nocciole fino a quando immergendo un cucchiaino non vedremo il cioccolato completamente ricoperto. Immergiamo la parte superiore del cono dentro al cioccolato fino a rivestirlo e riponiamo in freezer per circa un’ora.

Utile da sapere!

Lo so che sono fissato, ma chi mi conosce sa bene che indico spesso nelle mie preparazioni le proteine della farina segnalate nell’etichetta della confezione. L’utilizzo di una farina con un quantitativo differente rispetto a quello della ricetta può determinare un risultato diverso dovendo richiedere un quantitativo di liquidi superiore o inferiore nonché dei diversi tempi di lievitazione, nel caso di prodotti lievitati. Per quanto riguarda il gelato preparato con i quantitativi di queste ricette, qualora dovesse avanzare, non è un problema. Potremo riporlo in freezer per qualche giorno dentro dei barattoli a chiusura ermetica.


Commenti (7)
    1. Ciao Miriam, sono contento ti sia piaciuto il racconto. Ti confesso che quegli anni mi mancano davvero tanto! Fammi sapere se per caso farai le ricette!

  1. Solo una parola:fantastico.
    Incredibili le emozioni suscitate leggendo la parte iniziale e quanti ricordi sono tornati (soprattutto gustativi). Ultimamente ho raccontato ai miei figli la differenza di sapori tra i gelati in commercio oggi e quelli dei “nostri” tempi, l’esempio classico è il blob.
    Grazie non solo per le ricette dettagliate che sicuramente proverò 🙏

    1. Che bello ciò che hai scritto, non sai quanto mi faccia piacere. Essendo un fanatico degli anni 80 non solo volevo creare qualcosa che non fosse già stato fatto ma soprattutto che fosse in grado di evocare quei vecchi ricordi che ognuno di noi custodisce nel proprio cassetto. Non so se i sapori fossero davvero migliori oppure se ciò è solo frutto della nostalgia, sta di fatto che quegli anni hanno davvero scritto la storia.

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