La ricetta

L’insalata russa è un antipasto molto apprezzato, consumato soprattutto durante le festività o nei pranzi più blasonati.

L’origine di questo piatto è da sempre oggetto di dibattito: Francia, Russia e Italia se ne contendono la paternità. Tra le diverse teorie, quella francese è oggi la più accreditata.

In questo blog, però, non voglio soffermarmi sulle sue origini, bensì sulla ricetta. E non su una ricetta qualsiasi, ma su quella che andava per la maggiore negli anni ottanta, quantomeno nella nostra famiglia. È la ricetta di mio zio Mimmo, quella che preparava immancabilmente come antipasto delle feste, quando io, mia sorella e i miei cugini eravamo bambini.

La particolarità dell’insalata russa di quegli anni stava nell’aggiunta della giardiniera, del tonno, delle acciughe e delle uova sode: ingredienti che ne arricchivano il gusto rispetto alle versioni più comuni che abitualmente consumiamo oggi. Zio Mimmo ha sempre preparato questo piatto “a occhio”, con la naturalezza di chi ripete gli stessi gesti da una vita. Mia cugina Loredana, una delle figlie di zio Mimmo, mi ha invece indicato le dosi.

Essendo la Cucina di Tricchi Trocchi un blog di racconti e di ricette, prima di vedere come si prepara  l’insalata russa anni 80 dello zio Mimmo vorrei raccontarti una storia – in questo caso clicca sul tasto “continua a leggere” per saperne di più – se invece vuoi passare direttamente alla sua preparazione, scorri più in basso per andare alla lista degli ingredienti.

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Non so se succeda anche a voi, ma col passare degli anni ho finito per amare più l’idea del Natale che il Natale stesso. Forse perché da adulti si vive circondati da pensieri che non fanno rumore, ma occupano spazio. Mille preoccupazioni silenziose che, una dopo l’altra, soffocano la magia. Quest’anno, per esempio, non ho nemmeno fatto l’albero. E dire che per me è sempre stato un gesto irrinunciabile e quasi sacro.

Eppure basta chiudere gli occhi, basta davvero poco per essere catapultati in un mondo fatto di pura felicità.

I ricordi arrivano in soccorso come vecchi amici che sanno esattamente dove bussare. Tornano i Natali dell’infanzia, quelli in cui c’erano tutti, proprio tutti: i genitori, i nonni, gli zii, i cugini. Le case erano più piccole, i regali meno numerosi e costosi, ma la felicità era enorme. Una felicità fatta di piccole cose semplici: un dono desiderato a lungo, magari visto in occasione di una pubblicità mandata in onda da Bim Bum Bam, una partita a tombola interminabile, il profumo del cibo preparato dai grandi, svegli fin dall’alba come se il sonno, quel giorno, non fosse contemplato.

Ognuno aveva un ruolo preciso, immutabile come un copione teatrale. Zio Mimmo preparava la sua inimitabile insalata russa, zia Rosetta si occupava degli anelletti al forno o del pasticcio di lasagne, e mia mamma Ina e zia Raffaella si dividevano tra gli antipasti in pastella e il secondo a base di carne. Queste erano solo le portate principali, perché il pranzo sembrava non avere mai fine.

L’insalata russa, in particolare, è rimasta nel cuore di tutti noi, anche perché, essendo “dello zio”, nessuno sapeva come la preparasse. Le altre ricette le avevo viste fare mille volte da mamma o da zia, le conoscevo ormai a memoria, ma quella proprio no.

Negli anni ho provato a imitarla, con risultati però deludenti: mancava sempre qualcosa e non riuscivo a ricordare cosa la rendesse così speciale. Ma ad ottobre 2025, durante una breve sosta a Palermo, ho rivisto lo zio e ne ho così approfittato per chiedergliela. Ho scoperto che quella di allora era diversa da come la conosciamo oggi. Come spesso accade con i ricordi, non sono loro a cambiare, siamo noi a reinterpretarli nel momento in cui proviamo a rievocarli.

Tutto era reso ancora più buono dall’atmosfera di quegli anni, vissuti con più leggerezza. Avete mai trascorso un Natale in Sicilia? Per noi non è un giorno: è un tempo. Inizia la sera del sette dicembre, vigilia dell’Immacolata, per concludersi il sei gennaio, con l’Epifania.

Quando eravamo bambini, alle feste comandate si attribuiva un valore ben maggiore rispetto ad oggi, forse perché non si dava nulla per scontato. Così, parecchi giorni prima bisognava “sistemare” ovvero riorganizzare la casa. Sistemare significava rivoluzionarla. Il salotto veniva stravolto, i mobili spostati come se anche le pareti dovessero farsi da parte per accogliere i parenti. Nascevano spazi immensi, tavolate chilometriche, sedie stipate una accanto all’altra per far entrare quanta più gente possibile e poltrone disposte come nei migliori talk show italiani. L’obiettivo era quello di “sdivacarcisi sopra” (stravaccarsi) dopo quell’abbuffata. A turno ogni parente metteva a disposizione la propria casa.

Il menù del giorno di Natale prevedeva le seguenti portate:

Antipasti:
Cardi in pastella (clicca qua per la ricetta)
Broccoli in pastella (clicca qua per la ricetta)
Carciofi in pastella (clicca qua per la ricetta)
Carciofi in pastella all’uovo (clicca qua per la ricetta)
Carciofi a cotoletta (clicca qua per la ricetta)
Crocchette di latte (clicca qua per la ricetta)
Insalata russa

Primo:
Anelletti al forno (clicca qua per la ricetta) oppure pasticcio di lasagne

Secondo:
Il secondo piatto poteva essere il Falsomagro (clicca qua per la ricetta), l’Agglassato con le cipolle o l’Arista di maiale, anch’essa agglassata (clicca qua per la ricetta), oppure il polpettone con la salsa di pomodoro (clicca qua per la ricetta).

Contorno:
Patate al forno
Insalata mista

Dolci:
Buccellatini (clicca qua per la ricetta) oppure Buccellato (clicca qua per la ricetta)
Casata siciliana (clicca qua per la ricetta)
Cannoli (clicca qua per la ricetta)

Frutta:
Frutta di stagione
Caffè
Ammazzacaffè

Bevande:
Vino
Acqua

Dopo il pranzo, le donne sbarazzavano (riordinavano) e lavavano i piatti, chiacchierando senza sosta, come se il rumore dell’acqua e quello delle voci fossero parte dello stesso rito. Nonna Teresa — per noi semplicemente nonnina — distribuiva a tutti l’immancabile barattolo di citrosodina, promessa solenne di uno “sturaggio” immediato e garantito.

Gli uomini, invece, si addormentavano nelle stesse posizioni assunte a tavola, accasciati sulle sedie o poltrone, mentre lo zio Franco, marito di zia Rosetta, russava con convinzione, trasformando il silenzio del dopo pranzo in un coro stonato ma sincero. Noi bambini giocavamo.

Quando tutto era finalmente “assistimato” (riordinato), ci si sedeva di nuovo intorno alla tavola. Tombola, tivitti, cucù, nomi-cose-città: giochi semplici, ma capaci di tenerci insieme per ore. Prima, però, la telefonata di rito a zio Franco e zia Mariella, trasferitisi  a Milano anni prima per lavoro. I saluti erano per tutti, nessuno escluso. Un interminabile “passami Rosetta, passami Mimmo, passami Ina”…, fino a quando la cornetta diventava rovente. Tra lo squillo iniziale e la fine della telefonata era già trascorsa un’ora. Del resto occorreva aggiornarsi su tutto, dettagli del pranzo compreso.

Poi iniziava la tombolata. Una volta uscito il primo numero nonnina si alzava in piedi gridando:
Ambooooo!
— Nonna, ma come hai potuto fare ambo con un solo numero?
— Ma che dici? Io ho due finestrelle abbassate!

Poco dopo qualcuno chiedeva di ricontrollare i numeri, qualcun altro si lamentava dell’attesa infinita del 56, e proprio allora, dal fondo della stanza, nonnina urlava:
TOMBOLA!

Verso le otto e mezza si riapparecchiava, del resto quello che era avanzato dal pranzo bastava a sfamare l’intero palazzo. Qualcuno immancabilmente diceva: io non ho fame, a me non riscaldate niente, mi siedo solo per farvi compagnia. Immancabilmente, però, non solo gli si riapriva la fame, ma mangiava il cibo freddo pur di non aspettare che si riscaldasse.

Questi erano i Natali a casa nostra a Palermo, questi eravamo noi.

Oggi che sono adulto, prego poco e metto spesso in discussione la mia fede, ma mi concedo di credere che, almeno in questi giorni di festa, sia ancora possibile aprire il cuore al prossimo, così come fece quel bambino avvolto in fasce in una mangiatoia. Un bambino venuto al mondo per ricordarci che non è la ricchezza esteriore a contare davvero, ma l’unione, la condivisione, lo stare insieme. Sono questi i valori che restano, quelli che la famiglia dovrebbe custodire e tramandare nel tempo.

Lo zio Mimmo

L’insalata russa dello zio Mimmo preparata in occasione delle festività del 2025

Difficoltà

Facile

Dosi Per

8 persone

Preparazione

30 minuti

Cottura

Pochi minuti

Lista ingredienti dell’insalata russa

335 gr. di giardiniera già sgocciolata

500 gr. di patate

200 gr. di pisellini surgelati

2 scatolette di tonno in olio da 80 gr.

2 uova

12 acciughine sott’olio

Sale q.b.

Lista ingredienti per la maionese

600 ml. di olio di girasole

4 tuorli di uova biologiche freschissime

4 cucchiai di aceto di vino bianco

Il succo di un limone

Due pizzichi di sale

Lista ingredienti per la guarnizione

2 uova sode

50 gr. di pisellini surgelati cotti

Acciughine sott’olio q.b.

Olive nere q.b.

Olive verdi q.b.

Carote (facoltative)

Procedimento

1

Scoliamo e laviamo la giardiniera che dovrà essere di sole verdure conservate in aceto di vino bianco. Attenzione, i 335 gr. di giardiniera si riferisce alla quantità già scolata, quindi al netto dell’aceto. Il barattolo, pertanto, conterrà circa 560 gr. di prodotto, liquido compreso. Una volta ben lavata, facciamola sbollentare in acqua e, dopo averla scolata, tagliamola a cubetti. Sbucciamo le patate tagliamole a dadini e sbollentiamole in acqua salata (in alternativa cuociamole intere e tagliamole successivamente). Scoliamole una volta pronte. Procediamo allo stesso modo con i piselli. Infine, cuociamo le uova fino a quando non risulteranno sode.

2

In un boccale  versiamo l’olio, i tuorli a temperatura ambiente, il succo del limone, l’aceto di vino bianco, il sale e azioniamo il frullatore ad immersione per qualche minuto fino a quando non otterremo la classica consistenza della maionese. Dopo averlo acceso ed averlo tenuto fermo alla base per qualche secondo, dovremo fare dei movimenti dall’alto verso il basso. Con la quantità di ingredienti indicata in questa ricetta otterremo pressappoco 600 gr. di maionese. A noi ne serviranno circa 500 gr. ma la quantità da utilizzare dipenderà dalla consistenza che vorremo ottenere. In alternativa potremo utilizzare una maionese già pronta da allungare con un po’ di succo di limone.

3

Inseriamo in una ciotola la giardiniera, le patate e i piselli. Aggiungiamo le uova sode tagliate a pezzetti, il tonno sgocciolato sbriciolato e le acciughine sminuzzate. Inseriamo la maionese e mescoliamo delicatamente dall’alto verso il basso. Lasciamo un po’ di maionese da parte per la decorazione finale. Versiamo l’insalata russa su un piatto da portata livelliamola con il dorso di un cucchiaio e aggiungiamo dell’ulteriore maionese che spatoleremo per bene. Decoriamo con i filetti di acciuga interi, le uova sode a fette, le olive a rondelle e i pisellini. Io ho aggiunto anche delle carote tagliate a forma di fiore.

Utile da sapere!

Potremo realizzare la ricetta anche omettendo la giardiniera. In questo caso dovremo utilizzare 500 gr. circa di patate, 250 gr. di carote, 200 gr. di piselli e 8 cetriolini sott’aceto. Patate e carote andranno tagliate a cubetti e sbollentati in acqua salata. Andranno sbollentati anche i piselli. Una volta che il tutto sarà freddo, aggiungere i cetriolini tagliati anch’essi a cubetti e mischiare gli ingredienti con la maionese.


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